martedì 25 settembre 2012

campo estivo di reparto...che avventura!


Dalla nostra inviata speciale a Ponte Campo (VB).

 

È sabato 21 luglio, quando a San Domenico (1200 m), ridente e tranquilla località montana in mezzo ai pascoli della Val d’Ossola, viene scaricata da un pullman, un’allegra e rumorosa squadra di ragazzi del reparto scout Agesci Mi 37.
Il pullman riparte e lascia la strana brigata che, armata di zaini, pali, tende, pentolame e vario genere di altri oggetti non ancora indendificati, si appresta a montare il loro accampamento sotto gli occhi preoccupati degli abitanti di quella natura incontaminata.
Strano ma vero, ecco che sotto il comando vigile e attento di alcuni ragazzi più grandi chiamati “capi” (che con un allegro fischietto dirigono e organizzano il lavoro),  nel giro di qualche giorno il verde pascolo è trasformato in un atrezzatissimo campo scout. Sotto i miei occhi vedo fiorire magnifiche tende sopraelevate, irresistibili cucine con fuoco a legna , tavoli con dotazione di panche o sgabelli, allegri lavatoi e… odorate,odorate… persino un simpatico WC.
E come se la spassano i nostri cari ragazzi!
Non sembrano affatto trovarsi a disagio nel preparare irresistibili gare di cucina su fuochi di legna; oppure lavarsi sguazzando allegramente nelle acque del torrente non proprio caldissime; o ancora, a cantare e giocare davanti ad un gran fuoco alla sera sotto le stelle. Ma, con sorpresa, scopro un bel giorno che il campo è deserto: chiedo delucidazioni e mi spiegano che i nostri eroi, muniti solo di una tenda e pochi viveri, si sono divisi in squadriglie e si sono lanciati alla scoperta del territorio circostante. Mi dicono anche che questo atto di coraggio si chiama Hyke di squadriglia. Curioso no?...Ma il giorno seguente tutti ritornano sani e salvi dalla loro impresa, stanchi ma felici!
Il tempo è quasi sempre bello salvo qualche temporale. Dieci giorni sembrano tanti, invece passano in un lampo e infatti… arriva il momento di smontare le costruzioni fatte e aspettare tristemente l’arrivo dei genitori che riporteranno a valle i cari ragazzi. Ma non tutti sembrano voler tornare a casa infatti c’è chi, e valli a capire, si incammina per sentieri, prati e boschi nuovi dove io non ho potuto seguirli.
Li stavamo dando per dispersi quando due giorni dopo, li abbiamo visti ricomparire (anche se un po’ provati…).Ora la valle è tornata silenziosa e tranquilla, non c’è segno del loro passaggio….Eppure ogni ragazzo, ne sono certo, si è portato via qualcosa da qui. Ma questo qualcosa non si vede perché è dentro ciascuno di loro…..

Dopo due giorni  eccomi a Milano, li vedo davanti ad una bella pizza…

“Sorridete prego…..cheeeeeeese”!!!!!
 
 
 
Carolay
 
 

 


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